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Brigidino di Lamporecchio




La macchina per produrre i brigidini


















I brigidini sono dei dolci tipici di Lamporecchio, comune in provincia di Pistoia. Sono delle cialde color giallo-arancio dalla superficie curva, molto friabili, di circa sette centimetri di diametro. Gli ingredienti della pasta usata per fabbricarli sono: zucchero, farina, uova ed essenza liquida di anice (nelle ricette tradizionali e casalinghe si possono usare anche i semi).
Questo dolce è reperibile nella quasi totalità delle fiere, manifestazioni e sagre toscane (e spesso anche in altre regioni), nei luna park e in altre situazioni simili, venduto da ambulanti che lo preparano sul momento con un apposito macchinario automatizzato che, tramite pistoni ad aria compressa, preme la pasta sulle formelle di alluminio con inciso il disegno da riprodurre sulla cialda (le formelle sono riscaldate da resistenze sottostanti alla temperatura di 160 °C), per poi staccare dalla piastra il brigidino appena fatto tramite uno sportello. Una volta raffreddati e induriti (appena fatti sono malleabili), i brigidini vengono poi confezionati in tipici sacchetti trasparenti dalla forma stretta e allungata.


Origine

L'origine del nome della specialità sembra derivare dalle brigidine, monache di un convento di Pistoia devote di Santa Brigida che, verso la metà del XVI secolo, inventarono questi biscotti.


Ingredienti

  • 2 uova
  • 120 gr di zucchero
  • 10 gr di anaci
  • una presa di sale
  • farina q.b.

Preparazione

  1. Fatene una pasta piuttosto soda, lavoratela colle mani sulla spianatoia e formatene delle pallottole grosse quanto una piccola noce.
  2. Ponetele alla stiaccia nel ferro da cialde a una debita distanza l'una dall'altra e, voltando di qua e di là il ferro sopra il fornello ardente con fiamma di legna, levatele quando avranno preso colore.


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